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Automotoclub Storico Italiano

Ricordi di un Socio di Vecchia Data

“VETERAN CAR CLUB ITALIANO, DELEGAZIONE DI TORINO”; questa l’esatta denominazione con la quale fu costituito, nel giugno 1961, il nostro Club, da quel piccolo gruppo di appassionati della motorizzazione antica che aveva il capito che, associandosi, avrebbe potuto realizzare, più che singolarmente, la sua passione per le Auto del passato.

Volutamente li ho chiamati “Appassionati” e non “Collezionisti” perché la differenza è grande. Il collezionista raccoglie le auto antiche e storiche, le chiude in un garage o salone e se la gode da solo senza farle vedere ad alcuno; come le collezioni di francobolli. L’appassionato di auto e di moto antiche cerca di preferenza un relitto, ne cura personalmente e possibilmente fisicamente il ripristino e le usa durante il tempo libero con amici appassionati con l’intento ed il piacere di farle vedere e conoscere al pubblico ed a chi non le aveva mai viste.

Il nostro Club è stato il primo in Piemonte e svolse subito una grande attività conquistando in breve molti proseliti, se si pensa che da una quindicina di soci, si è ora a più di novecento – pur prendendo atto che oggi, solo in Torino, esistono almeno altre cinque associazioni del genere, alcune nate per scissione dal Veteran Car Club di Torino – ed avendo contribuito concretamente a far nascere il Club di Biella.

Il mio primo impatto col Club avvenne in un modo un po’ curioso: nella 1a decade del settembre 1961, sulla Stampa un articolo annunciava che il Veteran Car Club Italiano avrebbe realizzato un Raduno Internazionale per auto antiche attraverso le strade piemontesi e che si sarebbe concluso la domenica pomeriggio a Pino Torinese con una gimcana. Decisi quindi di recarmi a Pino con tutta la famiglia e imbarcatici su una Balilla tremarce (ripristinata prima di conoscere il Club) incrociammo la colonna delle auto antiche in Piazza S.Carlo, che sfilava per Torino prima di salire a Pino, e dietro un cortese cenno con la mano di un partecipante, ci accodammo alle altre vetture.

La Gimcana era in programma sul piazzale delle scuole di Pino. Per arrivarci si percorre la via principale fino a metà poi si svolta a gomito a destra. Quando a mia volta stavo per svoltare, sull’angolo c’era un vigile ed il Prof. Quaglino, vedendo me, non socio, dice al vigile: “Questo non è dei nostri. Lo faccia filare da un’altra parte”. Ed io sono filato da un’altra parte.

Al lunedì andai ad informarmi sul Club dall’amico Raballo il quale mi indirizzò dal farmacista di Via Roma, Dr. Fulchieri, il quale mi indirizzò da un certo Antiquario di Piazza S.Carlo, ed io mi trovai nuovamente davanti al Prof. Quaglino.

Quando uscii dal suo ufficio ero Socio del V.C.C.I

Giacomo Fissore